Settembre 2009
Addio in sarcasmo minore
Cosa avresti voluto?
Un sognante flauto
e aggraziate melodie?
No.
Eccoti uno straziante violino
ed un urlo scordato.
Che ti faccia dispiacere
l’interminabile ultima nota. Fine senza fine.
Con tutto il mio cuore e con tutto il mio affetto. A presto.
Canzone d’amore
La corda insaponata, notte nera nera.
E che gran ridere la tua faccia! Non te l’aspettavi?
Illusione
Non resta che un attimo
di noi:
ti verso da bere
e sorridi
della mia cavalleria naif.
Le labbra tese
a toccare il bicchiere.
Come un bacio.
Sorridevi ancora.
L’ignorato
Mi ostinerei
ad occupare nuovi spazi
in sguardi interminabili tuoi
di pochi secondi e non destinati a me.
Non credo
a niente:
la bava alla bocca
sgorga sulle foglie
di questo nuovo
posto vuoto
in cui sorseggio
la mia insonnia.
E non passa
mai
il tuo occhio che mi ignora.
Vorrei soltanto
bastare più di un’ombra.
Tutto il resto fuori
Hai chiesto:
perché tutto questo scrivere?
Ho guardato:
i tuoi occhi.
Ho risposto:
ho visto i tuoi occhi.
Tutto il resto
fuori.
