L’UBBIDIENZA PUZZA DI POTERE

Sotto il “valore” e relativa pretesa di ottenere l’ubbidienza è molto probabile che si nasconda la solita volontà di potenza, pronta a emergere “grazie” al consueto meccanismo del ribaltamento della posizione di inferiorità subita durante la propria infanzia.

Se l’educatore avesse la possibilità  di visualizzare le ripercussioni o fosse almeno consapevole  di ciò che potrebbe avvenire nel sistema nervoso centrale in seguito a  un intervento repressivo autoritario, soprattutto dal punto di vista dell’economia bioenergetica, forse  sarebbe più disponibile a liberarsi di quei problemi che sottendono la volontà del su accennato ribaltamento.

Sarà appena il caso di rilevare che le tensioni che si generano nel sistema nervoso centrale, se non avranno sfogo in comportamenti aggressivi o non “delegheranno“ qualcuno con cui sui si è affettivamente legato (un alter ego) per gestirle,  si potranno incanalare, tramite il sistema nervoso vegetativo, nei vari organi ed  apparati, dando vita alle cosiddette reazioni neurovegetative che, perdurando nel tempo, potranno complicarsi in forme di competenza medico-chirurgica.

Se è proprio la madre che più spesso assume atteggiamenti autoritari, urlando il “NO!” o, da maestrina, con espressioni tipo: “Ti ho detto mille volte…” è proprio perché durante la sua infanzia avrà subito analoghi metodi  ritenuti educativi.

Tra i motivi che dovrebbero convincere gli educatori a rinunciare al facile espediente del metodo bastone e carota vi è quello del rischio che il cervello del bambino si condizioni (come i cani di Pavlov), nel senso che potrà associare la punizione all’unica possibilità di mantenere il rapporto con i genitori, essenziale per lui.

Un tale condionamento potrà avere conseguenze pregiudizievoli e perverse anche nella vita adulta, tra l’altro, non solo non sarà suscettibile alla deterrenza della legge, ma addirittura potrà comportarsi provocatoriamente, quasi per “andare a cercarsi la punizione”.

Ancora una volta emergono i vantaggi della prevenzione. Pertanto, se un aspirante genitore che si rispetti fosse consapevole di avere una malattia trasmissibile, la curerebbe o eviterebbe il concepimento, altrettanto sarebbe doveroso fare tempestivamente, per quanto riguarda propri problemi psico-emotivi, che potrebbero interferire con un’armonica realizzazione della personalità dei figli.

Per avere un’idea più precisa dei danni che si potranno causare nella psiche di un soggetto in età evolutiva, tanto più grave quanto più repressivamente e più precocemente si agisca,  potrà giovare l’attenta lettura del libro di Thomas Gordon : “Genitori Efficaci – Educare alla Responsabilità, Edizioni la Meridiana.

In questa opera, riccamente documentata con esemplificazioni, si illustrano i modi per interagire con gli educandi  evitando l’autoritarismo, quindi conflittualità nei rapporti genitori figli, insomma per adeguare le prestazioni parentali al vero significato di educazione e di pedagogia e favorendo, invece, un coinvolgimento, reciprocamente soddisfacente, nella scelta di modi per ovviare a problemi di rapporto.

L’applicazione quanto più possibile diffusa dei suggerimenti forniti in questo volume potrebbe iniziare una nuova era per la formazione dei cittadini responsabili, genuinamente democratici di domani.Se non si può mettere vino nuovo in otri vecchi, non si potrà neanche metterlo in un recipiente dove prima vi è stato dell’aceto. Fuori metafora, prima di proporre alle persone e in particolare agli aspiranti genitori, qualcosa di positivo, sarà bene che essi si liberino prima di tensioni e di fantasmi negativi (psicopatogeni), molto spesso in agguato nei profondi meandri della psiche.

Le stesse metodiche proposte da Gordon, potrebbero essere facilitate da una preliminare opera di disinquinamento e di liberazione catartica della psiche di tante persone, magari per questo non disponibili a tali metodiche.

                                                                                                          

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