Da quale inferno verranno tanti Cecco Angiolieri
di Pier Luigi Lando, Roma 18 Settembre 2007
Se tanti sono opportunisti mercenari, quanti saranno mossi da eccessive cariche di rabbia accumulata al punto da sentirsi scoppiare, come quello che ebbe il coraggio (si fa per dire) di gridare: “ Vi brucerò tutti!”?.
Emotivamente, di primo acchito, verrebbe da reagire secondo la legge del taglione e gettare tra le fiamme chi le ha provocate. Ma, per una soluzione tempestivamente efficace, un fenomeno problematico dovrà essere affrontato razionalmente, facendo appello alle risorse della ragione e al lume di specifiche conoscenze.
A tal fine, non per giustificare, ma, appunto, per capire, anzitutto occorrerà porsi per un momento dalla visuale della parte avversa chiedendoci che cosa differenzi il cervello di quanti non daremmo fuoco ad una albero per nessun prezzo o motivo al mondo rispetto a quelli che lo fanno con tanta determinazione motu proprio o perché “mandati” (pagati).
Mentre la tendenza generale appare quella di puntare sulle punizioni da infliggere agli attuali responsabili degli incendi che stanno devastando bellissime e preziose aree turistiche, specialmente della Grecia e della Magna Grecia, con tante vittime anche umane, soprattutto a fini preventivi primari, ci si dovrà occupare di probabili vivai dove stanno nascendo e crescendo i soggetti che domani saranno responsabili oltre che di fenomeni disturbanti il vivere civile anche di questi dei “Cecco Angiolieri”. Pertanto, ci dovremo chiedere quali potranno essere le ragioni per cui tanti soggetti, oltre ad esagerare nel trasgredire bevendo alcolici, nella voglia scatenata di velocità, nell’assumere droghe, vogliano cagionare eventi sconvolgententemente distruttivi, evidentemente tesi a provocare disagi, perfino tragedie, sconcerto e rabbia in quelli che sono o appaiono ai loro occhi più fortunati.
In mancanza di una cartella clinica di tali soggetti, si dovrà procedere per ipotesi più probabili, sempre in base a conoscenze scientificamente abbastanza assodate.
A parte le cause legate a fattori patologici organici a carico del cervello, in questa sede ci si limiterà a qualche cenno su fattori psico-socio-dinamici per quanto concerne gli incendiari.
In base a conoscenze sulle condizioni e i fattori che favoriscono o disturbano la formazione della personalità, la ricerca eco-psico-sociale ha formulato un assunto secondo cui più o meno tutti siamo organismi inquinati e in tensione. E, a una certa tensione di base, dovuta al fatto che i metodi di allevamento, cosiddetti educativi, di solito, non sono congeniali alle nostre tendenze evolutive, essendo per lo più omologati e omologanti, quindi più o meno frustranti le nostre tendenze progettuali, occorre aggiungere tutte quelle dovute a esperienze negative, emotivamente tensiogene.
Purtroppo, ancora, predomina la convinzione che una persona sia pienamente realizzata quando lo è in un’unica dimensione, cioè quella professionale o in rapporto a un particolare talento o carisma. Da qui, per es., i comportamenti stravaganti di tanti artisti o l’infelicità di tanti grandi geni.
I privilegi danno di solito fastidio a chi non li ha specialmente se li vede ostentati e deve subirne le conseguenze. Quindi, tra le pregiudiziali maggiormente responsabili di comportamenti dannosi, sono da rilevare i risentimenti di quanti sono o si sentono emarginati, che si trovano nelle condizioni di doversi arrangiare. Da qui le reazioni di perversa invidia nei confronti di quanti sono o vedono come più fortunati coloro i quali sono in grado di godersi le vacanze nei luoghi che madre natura regala loro, soprattutto con il verde degli alberi.
Se a queste condizioni predisponenti personali, si aggiunge l’interesse di speculatori, i risultati sono quelli che alimentano la cronaca nera quotidiana soprattutto protagonisti tanti giovani e adulti soltanto anagraficamente tali, comunque con tanta rabbia in corpo. Affinché l’economia bioenergetica dei soggetti in età evolutiva non vada in tensione, ovviamente le maggiori possibilità sono quelle sul piano preventivo dando loro le più congeniali opportunità di investire le proprie potenzialità energetiche in armonia con il progetto personale.
Per quelli ormai in tensione come pentole a pressione gioveranno attività catartiche, possibilmente ludiche.
torna a Pier Luigi Lando
