Truccato di silenzio

Pettinavi i pensieri
con una lama di frasi ben vestite.
Io truccato di silenzio
continuavo a sanguinare
e solo ieri non eri di plastica.

Aggrappato al tuo mascara
oscillavo tra le pupille.
Volevo guardare dentro
mentre continuavi a soffocarti con strette invisibili,
a tagliarti le vene con il passato.

Dio nei miei sogni
mi obbligava a respirare piano
a correre lontano
a non sentirmi speciale per salvarmi

ma la morte continuava a danzare?
Sul cemento
Sul deserto
Su ogni angolo dove si poteva respirare.

Fino al terminare della musica
dove dopo
chi siamo stati sarà la sentenza

nel nome del lusso
potere
e spirito denaro
-amen-

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1 commento su Truccato di silenzio

da Tullio Gamberoni

Il boccale offerto da Renaldi va assunto d’un fiato. Così, di corsa, l’emozione affiora da oltre la ragione, dove il perspicuo non serve, anzi, è di intralcio. La sensazione di vero prende e rimescola i sensi fino alla fine, fra concreti testimoni di vita pulsante, pupille, vene, respiro, e una morte danzatrice esacerbata, portatrice di una inesorabile sentenza.

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