Symphony N°2
Un abbaglio
sul metallo
gelido dell’ala
ed è
un nuovo sole
fuori dalle nebbie instabili
da multiformi ansiti di vuoto
via dalla palpitazione ritmica
di oboi misteriosi
un volo oltre le nuvole
in un largo maestoso
dilatazione cosmica del tempo
battiti decelerati
si espande l’orizzonte
sugli ondeggianti afflati
plana la sinfonia e gli archi
ne danno la misura
e il mondo sottostante
diventa solamente
una reminiscenza oscura.
torna a Gabriella Kuferzin

1 commento su Symphony N°2
da Tullio Gamberoni
Venti versi, una cinquantina di parole. E’ presto detto: poco piu’ di due parole a verso.
Che significa questo? Che la poesia è concitata, con alcuni riposi concessi via via, a partire dal largo maestoso del verso undici. Sembra anzi che da quel momento il respiro, palpitazione ritmica fin lì, tenda a placarsi: la sinfonia plana (suggestione, sinestesia dell’aereo su cui il poeta ci ha invitato), plana su di un mondo sottostante ormai inutile, perduto ed oscuro nel ricordo.