La pace

La pace , sarvognuno , è un quarcòsa (1)
che va a braccetto co’ la fantasia.
E’ n’aria sopraffina e melodiosa,
che te trasmette ‘n soffio d’alegria.(2)

É n’ arba , ‘na coppietta (3) che se sposa ,
li regazzini ‘n bici pe ‘la via ;
la rabbia che se placa e s ‘ariposa (4)
davanti ar Cristo appeso in sagrestia.(5)

La pace nun cià dose. Più se usa
e più te fa scoprì quant’è armoniosa.
É un micio che t’alliscia e fa le fusa,

‘na mano da la stretta calorosa.
É un gràzzie , ‘n comprimento(6) , ‘n chiede’(7) scusa.
-La pace co’ te stesso? – … É n’ antra cosa!

  1. un qualcosa
  2. allegria
  3. coppia di fidanzati
  4. si riposa,si annulla
  5. sacrestia
  6. complimento
  7. chiedere

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1 commento su La pace

da Tullio Gamberoni

Giordani parteggia per la pace, che gli piace tanto. Ciò si percepisce, senza sforzo, dai versi con cui la descrive. Versi più vicini al Trilussa che al belli, sarvognuno. Egli schiude sensazioni domestiche (la coppietta, i regazzini), o umori umbratili da sacrestia: aprendone la porta, ci avvolge un vago sentore di stantio più che di sacralità e il Cristo resta appeso al muro.
La pace, senza limiti di dosaggio, è una benedizione: Giordani è perentorio e convincente. Eppure, in chiusura, se non abbiamo frainteso, il poeta insinua un dubbio: la pace con se stessi è davvero raggiungibile?

La guerra, nella sua tragica negatività, è invece descritta non direttamente, ma attraverso un altro registro, quello dell’aneddoto in forma drammatizzata. Può darsi che, come dice Luzi di se stesso, io sia un disattento ascoltatore inesperto, ma la forza dei versi sulla pace qui si attenua. Eppure Giordani, anche se cala di un tono a metà del cammino, è bravo e va letto, quando ce ne offra una santa opportunità.

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