Senza Titolo

Troppo avanti,
forse troppo indietro,
corro su binari inesistenti
forse non sono mai nato.
Uno spirito che vuol farsi carne
ma è solo spirito
che sputa nel piatto in cui pur mangia.
Gli va stretto l’infinito
troppo amante della carne
per limitarsi ad amare gli spiriti,
troppo spirito, per limitarsi ad esser carne.

Forse sono il risultato di un orrendo sacrilegio:
lo spirito e la carne procedettero incestuosi
in un bagno di perverso sangue
io nacqui dalla muffa di queste uova,
attendevo di essere educato
ma tanto lo spirito quanto la carne
rimossero dalla propria storia la vergogna
lasciandomi orfano di definizione.

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1 commento su Senza Titolo

da Valerio Pianella

L’aborto esistenziale in cui la poesia di Buonaiuto nasce lascia, e probabilmente vuole lasciare chi legge, con l’odore acre di sangue e muffa e con la nausea dell’orrendo parto. Il contrasto tra infinito e finito, quando si volesse tentare di saltare tra l’uno e l’altro mondo, questo produrrà: un abominio. Se pure la poesia di Buonaiuto a tratti indugi in aggettivazioni di troppo, tuttavia esprime con forza e con forma plastica una visione della vita come esclusione di rara potenza.

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