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Che dirti
mia nostalgica vita,
senti ancora dolore
tra lo stomaco e il petto?
Qualcuno ti strappa a me.
Che dirti
mia zingara vita,
le tue gambe
stanche e storte
han’ voglia d’andare?
E poi DOVE
Se il cielo e' lo stesso.
Lo so io, mia luce,
mia piccola sdentata vita,
non hai ancora parole…
Non m’inganni quando
strilli col pretesto della fame!
E ti vedo quando dormi:
beata, lontana anni luce.
Il tuo sorriso, permettimi, e' fuori luogo.
Che dirti
mia ruvida roccia
inadattabile,
mi graffi la pelle,
ferisci il fantasma.
Che dirti ancora
e piu' di questo.
Che odio il tuo essermi
estranea e infedele.
Odio il richiamo di lei.
Che un giorno,
vita gemella,
ti portera' via.
Agli antipodi della
mia fantasia.