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Edvige de Angelis

MICROSAGGIO


Scrivo questo breve saggio per coloro che hanno buona memoria.


Tanto tempo fa l'animale uomo viveva in sintonia con la natura. Il cosmo intero con le sue trasformazioni viveva di se stesso. Poi un giorno un elemento del tutto, si specchio' in una pozza d'acqua e vide in primo piano l'immagine di se stesso, trascurando evidentemente il cielo di sfondo e i suoi colori.

Da quel tempo lontano , se volete, la coscienza del tale divenne antropomorfica e il nostro antenato comincio' a sentirsi immensamente solo. Alle esigenze primarie e ai loro rispettivi piaceri se ne aggiunse una nuova: crearsi una propria immagine con cui dialogare e convivere, alienandosi dalla compagnia del creato e dei suoi innumerevoli abitanti.

Fu cosi' che si accorse di trascorrere le sue ore di svago davanti a dei monitor parlanti, costruiti da lui medesimo e si

dispiacque a tal punto del tentativo malriuscito che si rifugio' nei suoi vizi peggiori quali i falsi idoli che da sempre avevano distrutto le sue colonie.

Il potere come parola di liberta' fu sinonimo di supremazia, il mezzo come invenzione di trasporto fu sinonimo di meta;

cosicche' in un pianeta tra tanti dell'universo una specie di creature viveva appollaiata su mezzi di trasporto, paralizzata , senza meta o un qualsiasi posto da esplorare e teneva scettri di latta a cui dava poteri inverosimili per spaventare i pochi autonomi che continuavano a farsela felicemente a piedi.

Venne tra la specie una manciata di esseri appartenenti a quella razza di camminatori: li chiamavano i pensatori del deserto. Parlavano varie lingue e si servivano di simboli diversi come numeri, metafore, note musicali, forme geometriche , distillati di parole e colori.

Il loro luogo comune era il dolore d'esser rimasti cosi' in pochi ad esplorare il mondo.

Essi lanciavano segnali per gli antropocentrici motorizzati: scendete qui sulla terra che ci si diverte nonostante tutto! Che ve ne fate dei vostri pochi scettri di latta se finiranno per spaventare anche chi li possiede?

Ma gli altri risposero impiccandoli e crocifiggendo sui libri le loro opere morte.

Cosi' un giorno decisi di scendere da uno di quei carri e comprare tutti i testi che erano in commercio.

Presi un po' di ritmo dalle stelle e dalle onde del mare e cominciai ad intonare un canto sottilissimo comprendente tutti quei segnali naturali in modo che entrassero in sostanza nelle narici di tutti e arrivassero dritti a quell'organo di senso , il meno sviluppato di tutti, che dalle mie parti chiamano cervello.

Spero che la ricettivita' di tali strambi animali stimoli almeno un muscolo che li rimetta in viaggio nel cosmo.

O almeno, e gia' sarebbe tanto, in qualche microcosmo. Personale, animale, particellare, universale che sia.

E questo e' tutto. Grazie.