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I Poeti che hanno vinto

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Credits:
Inspiration Multimedia
Pianella Informatica


Gabriella Kuferzin

Simphony No.2


Un abbaglio

sul metallo

gelido dell’ala

ed è

un nuovo sole


fuori dalle nebbie instabili

da multiformi ansiti di vuoto

via dalla palpitazione ritmica

di oboi misteriosi

un volo oltre le nuvole

in un largo maestoso


dilatazione cosmica del tempo

battiti decelerati

si espande l’orizzonte

sugli ondeggianti afflati


plana la sinfonia e gli archi

ne danno la misura

e il mondo sottostante

diventa solamente

una reminiscenza oscura.




(Symphony No. 2, Philip Glass sul volo London-Esbjerg, 11.04.2005)

 

Venti versi, una cinquantina di parole. E' presto detto: poco piu' di due parole a verso.
Che significa questo? Che la poesia è concitata, con alcuni riposi concessi via via, a partire dal largo maestoso del verso undici. Sembra anzi che da quel momento il respiro, palpitazione ritmica fin lì, tenda a placarsi: la sinfonia plana (suggestione, sinestesia dell'aereo su cui il poeta ci ha invitato), plana su di un mondo sottostante ormai inutile, perduto ed oscuro nel ricordo. [Tullio Gamberoni]