Come un vecchio lupo di mare

Ho passato lunghi mesi sulla riva,
accovacciato con la testa tra le mani
a fissar la calma piatta del mio mare.
E ora al primo alito di vento,
dispiego le mie vele e fendo l’onda.
Non ho una meta,
un’isola o una costa.
Lascio che i flutti guidino la prua,
che il vento gonfi le tele
e che il sole sorga.
Lascio che il cuore tracci la mia rotta
e che il fato amico plachi le tempeste.
Ho tante voci care a confortarmi,
a rendere più facile il mio viaggio.
Di notte c’è una stella che mi guida,
che splende più di ogni altra cosa al mondo.
Di giorno quella stella è nel mio
petto, che veglia questo mio girovagare.
Ho passato lunghi mesi sulla riva,
accovacciato con la testa tra le mani,
a fissar la calma piatta del mio mare.
Non ho nessuna fretta di arrivare,
di rimettermi a sedere sulla riva.
Lascio che il cuore tracci la mia rotta,
verso un approdo per ricominciare.

Critica del testo

Sintesi dell’empito della ripartenza, della voglia di superare la stasi e l’inerzia avviluppatrici ed avvelenatrici del vitalismo che ogni essere umano deve avere in sé. E la molla d’innesco è la distesa marina, metafora dell’uomo inerme ed inattivo con l’immagine della bonaccia. Altrove leggemmo, non ricordiamo dove, analoghe sfide al gravame di una vita che fa paura, rappresentato dal peso di una valigia e dalla paura di un viaggio (“Come pesavano le mie borse, quanto asfissiante quel mio treno: riapri, mano, nuove valigie! Sali, piede mio, nuove predelle! E ripartiamo, perché mille volte migliore è il gravame di un bagaglio, mille volte migliore è lo sbalzar di una rotaia che star vuoti e silenti a letto o in piattaforma!”). La sfida di nuove avventure è tratteggiata qui analogamente e sublimata dalla fascinosa atmosfera del “Sailing” che sovente in letteratura ha ispirato tantissimi artisti; e io direi che decisamente questa lirica andrebbe declamata sotto le note di quella splendida musica di Christopher Cross. 

Mariano Grossi

Mariano Grossi, nato a Bari il 18.07.1955, vive ed opera a Bari. Già Ufficiale dell’Esercito, transitato di recente nella posizione di ausiliaria.

Laureato in Lettere Classiche presso la locale Università, è autore di un articolo sull’“Esordio del Mimiamo VI di Eronda” pubblicato nel 1984 sulla rivista specialistica “Rheinisches Museum für Classischen Philologie”.

Numerose le partecipazioni a concorsi letterari con poesie in lingua italiana e vernacolo, con premi in tre edizioni del Concorso Letterario Internazionale “Città di AVELLINO” (“Fede di madre”,“Impalpabile abbraccio”, “U tiimb d l cerase”).

E’ stato recensito in riviste specialistiche quali ”Imperial” e “Avanguardia” ed alcune sue poesie hanno trovato spazio nelle antologie “Fiori e Amori” e “Le Stagioni” della Casa Editrice “Barbieri” di MANDURIA (TA).

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