Ti porterò all’altare

Ti porterò all’altare
quando le messi d’oro saran mature,
coglieremo la più bella spiga,
per fare da ornamento ai tuoi capelli.

Divorerò con te i trenta passi,
scrutando il viso tra broccati e veli.

Timidi girasoli s’inchineranno
e al tuo passaggio, rose e viole,
intoneranno canti.

Vedrò i tuoi occhi, figlia e sposa,
sentirò vibrar la tua persona,
ed il sudor di mille gemme fredde.

Immacolata come giglio la tua veste,
come fiore di campo il tuo respiro.
Mi sorridesti con le cento perle,
mentre piovevan petali di rose.

Grazia di luce la tua Santa Madre,
regina del destino e del dolore,
ti ha voluta stretta nel suo grembo,
piantando le sue spine nel mio cuore.

Mi desto come un folle dal mio sonno,
gridando senza eco il nome tuo,
vedendo il tuo lettino ancora intatto.

I sogni vagano lontano
quando il corpo si riposa,
sei figlia, madre e sposa.
Nell’oblio del divenire
acqua sporca ci ridesta.

Ti porterò all’Altare
in quel bianco legno,
forte il mio braccio
solleverà il dolore.

Girasoli e viole
si chineranno
e splendenti rose
copriranno il petto.

Regina di una notte
mi hai sorriso,
quando era sogno
e non ti sei destata.

Torno alla gogna del fatal destino,
per ritrovare forse un po’ di pace.

Critica del testo

Figlia modello Isacco da condurre quasi ad immolarsi nel distacco dal trasmettitore di vita all’ara matrimoniale. Solenne il percorso verso quell’appuntamento che il procreatore avverte come sacrificio ineluttabile alle leggi vitalistiche dell’essere, con la natura che si fa paggetto e damigella al contempo nell’incedere di colei che per il genitore è sentita come agnello sacrificale. La regalità della sposa e il brivido che ne avverte il suo fattore sono un tutt’uno. I sentimenti contrastanti di un padre tra volizioni, fase onirica notturna e realtà quotidiana sintetizzati in una lirica vibrante proprio di queste dicotomie affettive lancinanti.

Mariano Grossi

Mariano Grossi, nato a Bari il 18.07.1955, vive ed opera a Bari. Già Ufficiale dell’Esercito, transitato di recente nella posizione di ausiliaria.

Laureato in Lettere Classiche presso la locale Università, è autore di un articolo sull’“Esordio del Mimiamo VI di Eronda” pubblicato nel 1984 sulla rivista specialistica “Rheinisches Museum für Classischen Philologie”.

Numerose le partecipazioni a concorsi letterari con poesie in lingua italiana e vernacolo, con premi in tre edizioni del Concorso Letterario Internazionale “Città di AVELLINO” (“Fede di madre”,“Impalpabile abbraccio”, “U tiimb d l cerase”).

E’ stato recensito in riviste specialistiche quali ”Imperial” e “Avanguardia” ed alcune sue poesie hanno trovato spazio nelle antologie “Fiori e Amori” e “Le Stagioni” della Casa Editrice “Barbieri” di MANDURIA (TA).

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