Maya

Lettere come stelle. Sillabe come nebbia
lieve o giochi di luna tra i rami.
Vorrei che le mie parole fossero carezze,
e sospiri, e baci…. In questa notte
che intreccia finzioni e profumi, cara,
dimmi solo bugie. A bassa voce ti
seguirò nel più labile di tutti i
paradisi, là dove ogni cosa è illusione,
dove gli ori e le gemme sono di cenere
e dove i sentimenti e le gioie non sono
altro che inganno e frode.
Sarò un capriccio segnato nella
linea del destino, sulla tua mano
bianca. Sarai l’amore, perché l’amore
è anche parole. Nelle chiuse
intimità della notte, a volte, solo
il vento accenna ai sogni degli
amanti smarriti.

Agosto-Settembre 1973

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